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TD19 per beni già in Italia venduti da un fornitore estero

Un produttore francese vende a un’impresa italiana un ricambio già presente in un deposito di Bologna. Il camion percorre soltanto il tratto Bologna–Parma. Nel caso ordinario di cessione interna da un soggetto non stabilito, con imposta dovuta dall’acquirente italiano, si esamina il TD19.

A cura di Club Reservation S.r.l. ·

Dove si trovava il ricambio al momento della vendita?

Chiedi conferma del magazzino da cui è stato prelevato il bene. Ordine, documento di trasporto e condizioni di consegna aiutano a distinguere questa vendita da una spedizione partita dalla Francia per eseguirla. Il recapito italiano del corriere riportato sul tracking può essere soltanto un centro di smistamento.

Chi ha effettuato la cessione?

Accerta se il venditore è non stabilito e se un’eventuale stabile organizzazione italiana è intervenuta nell’operazione. La mera identificazione IVA in Italia o la presenza di un rappresentante fiscale sono elementi diversi. Quando sul PDF compare solo un numero italiano del rappresentante, chiedi i dati del cedente estero utili per documentare l’acquisto.

Come distinguere i documenti candidati

Nel caso descritto i beni sono già sul territorio italiano. Se invece la vendita comporta il loro trasporto da un altro Stato membro, torna a verificare i presupposti del TD18. Se l’impresa italiana importa direttamente i beni, acquisisci la documentazione doganale e riconciliala con la fattura commerciale prima di creare una bozza.

Cosa lasciare nel fascicolo

Conserva la fattura del venditore, il riscontro sulla posizione della merce e il riferimento al documento predisposto. Per un cedente UE si parla in genere di integrazione e per un cedente extra-UE di autofattura. La guida dell’Agenzia tratta anche fattispecie particolari di TD19, tra cui operazioni con San Marino: questo esempio descrive la cessione interna ordinaria.

Fonti ufficiali