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TD18 per acquisti intracomunitari di beni: cosa verificare
Un’officina italiana compra un componente da un’impresa tedesca. La merce parte da Monaco e arriva a Torino. Per valutare il TD18 contano sia i soggetti sia lo spostamento dei beni tra Stati membri. Un indirizzo estero nella testata della fattura non ricostruisce da solo l’operazione.
A cura di Club Reservation S.r.l. ·
Ricostruisci il movimento dei beni
Abbina ordine, fattura e prova disponibile del trasporto. Verifica che il bene ordinato sia quello consegnato e che il tragitto riguardi quella vendita. Se il componente era già in un magazzino italiano al momento della cessione, avrai elementi diversi da esaminare. Se arriva da un paese extra-UE, verifica invece il percorso doganale.
Confronta gli identificativi delle controparti
Controlla il numero IVA del cedente, la denominazione e la partita IVA usata dall’azienda italiana. Per le operazioni unionali puoi consultare VIES e tenere traccia del risultato. Se il fornitore ha applicato IVA straniera dove ti aspettavi una fattura senza addebito, chiarisci l’origine della differenza prima di trasformare il lordo in imponibile.
Dal PDF alla bozza
Per l’acquisto intracomunitario ordinario, il cliente italiano integra il documento del venditore. Il TD18 riporta il cedente estero e il cessionario italiano. Il riferimento della fattura ricevuta va distinto dalla numerazione dell’integrazione. Per la data del documento integrativo la guida ammette la data di ricezione o un’altra data nel medesimo mese.
Controllo sulla quantità e sull’imposta
Se acquisti dieci componenti a 35 euro, il primo riscontro è 350 euro prima di eventuali spese o sconti. Con aliquota italiana ipotizzata al 22% l’imposta su quella base è 77 euro. Se il PDF comprende anche trasporto, verifica come concorre alla base prima di confermare i totali.