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TD17 per servizi esteri: l’esempio di un abbonamento software

Una società italiana acquista per l’attività una licenza online da una società irlandese. Nel caso ordinario di un servizio generico B2B imponibile in Italia, il documento da esaminare è il TD17. La prima verifica riguarda l’entità che fattura: il gruppo proprietario del software può avere società in più paesi.

A cura di Club Reservation S.r.l. ·

Prestatore UE o extra-UE

Con un prestatore stabilito nell’Unione, l’impresa italiana integra la fattura ricevuta. Se lo stesso servizio è reso da un operatore extra-UE, emette autofattura. Il codice trasmesso può essere TD17 in entrambi i casi. Cambiano però la natura dell’adempimento e la data da verificare. Se interviene nell’operazione una stabile organizzazione italiana del prestatore, riesamina l’inquadramento.

Due soggetti, due numeri

Nel TD17 i dati del fornitore estero identificano il prestatore. Il committente è l’impresa italiana. Tieni distinto il numero assegnato al documento integrativo dal numero stampato sul PDF. Riporta il riferimento del documento di origine nei dati delle fatture collegate: cercando quel numero nello storico, devi poter risalire al canone corretto.

Un calcolo da verificare prima della conferma

Ipotizziamo un canone di 100 euro e un’operazione soggetta in Italia all’aliquota ordinaria del 22%. La bozza riporta 100 euro di imponibile e 22 euro di imposta. Il debito commerciale verso il fornitore resta quello risultante dalla sua fattura. Non trasformare l’aliquota dell’esempio in un valore predefinito per tutti i servizi.

Quale data controllare

Per l’integrazione di servizi intra-UE la guida indica la data di ricezione, o una data nello stesso mese. Per l’autofattura relativa a servizi extra-UE rileva la data di effettuazione dell’operazione. Verifica contratto, periodo e pagamenti quando l’effettuazione non emerge dal PDF. Il giorno in cui trascini il file nel gestionale è soltanto la data di caricamento.

Fonti ufficiali