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TD16 e reverse charge interno: come leggere la fattura ricevuta

Un’impresa italiana riceve via SdI da un fornitore italiano una fattura senza addebito d’imposta con natura N6. L’ufficio deve capire se ricorrono i presupposti dell’inversione contabile interna. Cercare subito tra i codici degli acquisti esteri porterebbe fuori strada.

A cura di Club Reservation S.r.l. ·

Leggi la prestazione prima del codice

Confronta descrizione, contratto e motivo per cui il fornitore ha applicato il reverse charge. I sottocodici della famiglia N6 identificano fattispecie diverse. Un’indicazione generica sulla fattura merita un chiarimento quando il servizio effettivo non coincide con quello ordinato. La sola presenza di N6 non risolve il controllo sostanziale.

Quando entra in gioco il TD16

Per le fattispecie di inversione contabile interna contemplate dalla guida, il cessionario o committente può trasmettere elettronicamente l’integrazione con TD16. La guida distingue questa modalità dall’integrazione manuale. Qui il documento di origine è una fattura interna già ricevuta, mentre il TD17 ricorre tipicamente nei servizi acquistati dall’estero.

Come collegare registrazione e origine

Recupera numero, data e identificativo SdI della fattura ricevuta. Nell’integrazione verifica l’imponibile, il relativo calcolo dell’imposta, i riferimenti del documento collegato e la coerenza della numerazione. Se ci sono basi con aliquote diverse, controlla ciascun gruppo. Un unico totale corretto può nascondere un’errata ripartizione.

Un controllo numerico

Ipotizziamo un’unica prestazione di 600 euro correttamente soggetta a inversione interna e ad aliquota del 22%. L’imposta da calcolare sull’imponibile è 132 euro. Il pagamento al fornitore rimane quello della fattura ricevuta. Conserva il collegamento tra questa e l’integrazione, così da ricostruire entrambe le annotazioni nei registri.

Fonti ufficiali